Parrocchia di Pretoro
Colloquio con il Parroco di Pretoro Don Nicola Florio
"Credo apertamente nella collaborazione", questo è un fondamentale messaggio su cui tutti dovrebbero riflettere. A noi rappresentanti della chiesa non è donata la salvezza come singoli, essa si ottiene attraverso l'intera comunità, per questo dobbiamo sviluppare il nostro cammino nella comunità. "La Chiesa" come istituzione, non è rappresentata dalla mia persona né tanto meno essa è il luogo fisico dove si dice la messa, "la Chiesa" è la comunità e quindi deve essere tutta la comunità credente di Pretoro che cresce e che insieme cammina verso il signore. Naturalmente il responsabile della salvezza della comunità sono io quale parroco, però pongo l'accento che è un cammino da fare insieme. San Agostino diceva, quando fu nominato vescovo, ai suoi "Per voi sono vescovo ma con voi sono un cristiano", nel senso che per voi ho questa funzione ma con voi affronto le difficoltà dell'essere cristiano.
Questa frase mi colpì nei primi anni del seminario e l'ho ripetuta qui quando ho fatto l'ingresso a Pretoro dicendo "per voi sono prete ma con voi sono cristiano" indicando che, io sono qui come prete e come parroco, naturalmente una presenza funzionale perché ho questi compiti e questa responsabilità, ma con voi devo continuare il mio cammino di santificazione cristiana. A me piace lavorare in equipe in comunione con la presenza di chi è disponibile.
In realtà questo è un concetto che la Chiesa Universale ha espresso con il Concilio Vaticano Secondo in altre parole che il cammino di un popolo verso la fede, non è affidato solo alla gerarchia ecclesiastica ma all'intera comunità, in pratica il popolo di dio, che deve camminare e crescere insieme affrontando i problemi facendo buone proposte e comprendendo quelli che sono i punti fondamentali della fede Cristiana. Soprattutto l'aspetto della carità, la comunità è viva quando è capace di accorgersi delle difficoltà di chi vive a Pretoro ma anche le difficoltà del mondo intero e si adopera per andargli incontro. Bisognerebbe essere capaci di mettere da parte le proprie difficoltà, le liti familiari, gli screzi fra amici che spesso diventano montagne insormontabili, per rendersi conto che attraverso un passo d'umiltà tutto può essere più semplice. Andare incontro ad un fratello che ci ha offeso è la cosa migliore per mettere da parte il passato e creare un futuro più favorevole.
Spero che tutti questi propositi si possano realizzare, sono qui come testimone di Gesù Cristo per dimostrargli che lavorando si può realizzare il progetto che lui ci ha dato. Non rivoluzioneremo il mondo, continueremo il cammino dei nostri predecessori consapevoli di ciò che in passato è stato fatto ma con lo sguardo verso il futuro. Non c'è dubbio che gli altri parroci prima di me hanno fatto tanto grazie anche ad una ricca tradizione e una grossa esperienza, pero noi siamo uomini del presente protesi verso il futuro, andando avanti, rispondendo alle esigenze dell'oggi e soprattutto guardando al futuro senza limitarci "all'orticello temporale dell'oggi". Dobbiamo essere proiettati al futuro per concretizzare delle scelte a medio e lungo termine e non in poco tempo. Progettare l'oggi per realizzare del bene in futuro.
Parroci nella storia di Pretoro (dall'Archivio Parrocchiale)