Centro Museale San Domenico
Con deliberazione di Giunta Municipale n. 34 del 1996-02-12 l'amministrazione comunale di Pretoro ha conferito l'incarico all'arch. Raffaele Giannantonio: la redazione di un progetto riguardante l'istituzione del Centro San Domenico per la divulgazione degli aspetti culturali e naturali sul lupo, i serpenti e la storia di Pretoro. Il progetto è stato finanziato dall'Ente Parco della Maiella con un contributo di lire 300.000.000, come da comunicazione prot. n. 424 del 1995-11-23.
Centro museale San Domenico

Per la divulgazione degli aspetti culturali e naturali sul lupo, i serpenti e la storia di Pretoro.
Per l'istituzione del suddetto centro è stata opportunamente prescelta la chiesa sconsacrata del Purgatorio nel cuore del tessuto antico del paese, in modo da obbligare i turisti interessati ad attraversare l'abitato e da creare un motivo per la rifrequentazione del centro storico e la sua conseguente rivitalizzazione. Una volta pervenuti nel Centro San Domenico, i turisti fruiranno di una struttura in grado di mettere a loro disposizione, con le tecnologie più avanzate, tutte le informazioni sulle tradizioni popolari di Pretoro, cosicché gli stessi si sentano inseriti in un quadro culturale complessivo e coinvolgente, potendo quindi dirigersi verso i luoghi del riti tradizionali e completando un percorso pedonale. Si porranno in tal modo le basi per il recupero del centro storico mediante la realizzazione di negozi, botteghe artigiane, spazi per la ristorazione che potranno integrare la proposta pubblica creando nuove possibilità di lavoro per i residenti.
L'immobile oggetto dell'intervento era adibito ad officina di fabbro e versava in avanzato stato di degrado statico-igienico. Esso si presenta come un organismo ad aula con due vani laterali di servizio comunicanti posti nella zona absidale, uno maggiore, a pianta quadrata e collegato alla navata da un arco a sesto pieno, ed uno minore, a pianta triangolare ed intermedio tra i due, presumibilmente destinati a cappella e sagrestia. Pressoché nulla resta all'esterno dei lineamenti originali dell'architettura della chiesa, se non la facciata a terminazione rettilinea con finestra e portale d'ingresso ad architrave con cornice appena accennata.
La parete laterale sinistra, intonacata come tutte le superfici libere, presenta invece all'esterno un motivo d'interesse nel piccolo portale su cui è posta una cornice di coronamento a timpano spezzata al centro da un teschio con croce sovrapposta, elemento linguistico tipico delle chiese della Congregazione del Purgatorio, nelle quali è ben noto il ricorso a partiti decorativi connessi alla morte quali teschi, scheletri e clessidre. Altro motivo d'interesse è il robusto cantonale posteriore con l'angolo stondato, meritevole di attenzione non fosse altro che per la cura posta nella lavorazione. L'interno è stato invece completamente stravolto, tanto che solo una conchiglia in stucco rivela l'originaria destinazione sacra dell'organismo, deturpato per di più da recenti verniciature che non hanno risparmiato neppure la struttura di copertura in capriate lignee.

L'intervento si è suddiviso nelle seguenti fasi principali:
- Opere di consolidamento statico e di risanamento igienico
- Opere di finitura interna e di formazione di ambienti di servizio
- Realizzazione degli impianti di illuminazione, di sicurezza, di riscaldamento
- Opere di allestimento ed arredi esplicativi
In particolare, lo spazio interno è stato organizzato nei seguenti ambienti:
- Ufficio, posto sul soppalco nella zona d'ingresso, dal quale il personale impiegato può controllare i visitatori e svolgere le funzioni di gestione e direzione del Centro
- Locale igienico, ricavato nel vano a pianta triangolare
- Spazio espositivo, nell'aula della chiesa le cui pareti verranno arredate con sistemi espositivi e contenitori in vetro
Nelle scelte compositive ci si è richiamati agli elementi di memoria del paese, insiti nella lavorazione del legno e nella costruzione in pietra. Gli elementi espositivi sono stati progettati in modo da accostare materiali antichissimi come la pietra (supporti delle vetrine nella parete di destra) ed il legno (sistema espositivo della parete sinistra ed elementi esplicativi) con materiali moderni quali il metallo (ripiani per computer e culla), il vetro (teche espositive) ed il metacrilato (pannelli esplicativi serigrafati), alla ricerca di un effetto di grande fascino e di una facile fruibilità dei dati culturali, nel reciproco rispetto tra tradizione e tecnologia.