I lupi del Parco della Majella sono a Pretoro

Per ulteriori informazioni potete rivolgervi all'Ufficio del Turismo.

I Lupi sono arrivati! Finalmente è stato reso concreto il connubio fra l'uomo e il Lupo che in questo paese ha origini antiche. Poderosamente posto a presidio della vallata del fiume Foro, limite artificiale della Majella, il borgo di origine medioevale pare posto a difesa della natura a presidio di quello spirito arcaico che si può trovare in luoghi come questo. La valorizzazione dell'identità della propria terra avviene anche attraverso il riallacciare un contatto perso nel tempo con la fauna.
Il Lupo, in questi luoghi, ha sempre rappresentato il segno del cruento rapporto fra uomo e natura. Oggi, con la costituzione dell'Area Faunistica del Lupo Appenninico, a Pretoro si vuol provare a realizzare un'ipotesi di salvaguardia e valorizzazione dei caratteri più peculiari dei monti della Majella.

L'idea è nata nell'ambito del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva Naturale Guidata "Valle del Foro" nel 1999, quando la Riserva, costituita nel 1997, era ancora struttura di gestione del territorio. Successivamente, dal 1999 con l'effettiva costituzione del Parco Nazionale della Majella, gli organi di gestione della riserva sono stati assimilati in quelli del Parco.
All'oggi la Riserva Naturale Valle del Foro esiste solo come territorio, ma nel 1996-1997 con i piani di gestione della stessa, fu approvato il progetto di realizzazione dell'area Faunistica del Lupo Appenninico, che attraverso il finanziamento Regionale diede il via ai lavori di rilievo, progettazione e realizzazione del centro. L'area d'intervento è interamente individuata nel territorio del Comune di Pretoro, che ha predisposto tutti gli strumenti per cedere in comodato gratuito all'ente Parco Nazionale della Majella la stessa per la realizzazione e gestione dell'area.

L'Area faunistica del lupo appenninico è situata tra il "Calvario" e la cava "Falselongo".
Le ricerche condotte da zoologi dell'Università di Roma, dell'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica e del Parco Nazionale d'Abruzzo hanno dimostrato la necessità di cercare di impedire la presenza di cani inselvatichiti nei territori ancora abitati dal Lupo. Questo soprattutto per rendere impossibile l'incrocio tra lupi e cani, che comporta fenomeni di vero e proprio inquinamento genetico della specie "lupo", con conseguente decadimento ed estinzione del carnivoro appenninico.
Per questo motivo, ma anche per favorire attività di ricerca e di sensibilizzazione, nel Parco Nazionale d'Abruzzo ed in altre aree appenniniche (Toscana, Calabria) da tempo gli esemplari di lupo custoditi dall'uomo per le ragioni più varie (cuccioli, orfani, esemplari con menomazioni fisiche, ecc.), di cui è impossibile la liberazione per ragioni etologiche (pena la loro sicura morte), vengono mantenuti ed allevati all'interno di ampi recinti (5-10 ettari) con funzioni diverse, tutte finalizzate alla maggior conoscenza e tutela della specie. L'esempio più noto è quello di Civitella Alfedena, nel Parco Nazionale d'Abruzzo, piccolo paese un tempo quasi sconosciuto ed oggi noto ovunque per l'area faunistica ed il museo del lupo appenninico.
Nel Parco Nazionale della Majella il paese con la maggiore vocazione per la realizzazione di una simile iniziativa, per ragioni culturali pregresse, è senza dubbio Pretoro, dove agli inizi del mese di maggio viene svolta la tradizionale rappresentazione del Lupo di San Domenico. Per questo motivo, oltre all'area faunistica, sarebbe utile prevedere un apposito museo del Luponel quale, a differenza di quanto realizzato a Civitella Alfedena, venga evidenziato soprattutto il rapporto culturale, sociale e storico tra il Lupo e le Genti d'Abruzzo.
L'area faunistica è localizzata in una zona paesaggisticamente interessante e con un ambiente idoneo per la specie. È stata individuata in una località situata tra le ultime abitazioni di Pretoro e l'albergo "Lo Scoiattolo", a circa 750 metri di quota, anche per motivi di facilità di accesso da parte dei visitatori della Riserva e del futuro Parco Nazionale. Il museo invece, che potrà fungere anche come centro informazioni della Riserva e del futuro Parco, è all'interno della Chiesa del Purgatorio, di proprietà comunale, situata all'interno del centro storico di Pretoro.
La recinzione per l'area faunistica del lupo è realizzata con materiali e metodi simili a quelli utilizzati per l'area faunistica del cervo, mentre il museo è strutturato con diorami, disegni e rappresentazioni con l'utilizzo di metodi espositivi interattivi, nonché con terrari per l'esposizione degli ofidi (rettili e anfibi).
Il rapporto viscerale fra gli abitanti di Pretoro e il lupo affonda le origini in lontane notti d'altri tempi, nelle quali l'irreprensibile predatore, il sanguinario assassino, contendeva all'uomo il cibo. Il popolo del paese nei secoli ha dovuto combattere con esso per salvaguardare i pochi beni posseduti, nei gelidi inverni ha senz'altro incrociato gli occhi iniettati di sangue della terribile fiera, con il fuoco ha combattuto l'animale e gli ha sottratto la possibilità di vivere. Oggi è l'uomo che torna sui suoi passi, crede indispensabile recuperare il rapporto con la natura, intensificare lo scambio con il lupo, forse beneficiare del suo spirito.

A Pretoro inoltre esiste una delle più antiche storie sacre abruzzesi, che si è conservata passando di padre in figlio sul filo della tradizionale devozione dei nostri paesi. Ogni prima domenica di maggio è ricordato il miracolo di San Domenico e il lupo. La vicenda racconta di un bambino che viene rapito da un lupo mentre i genitori sono nel bosco a far legna; quindi, l'intervento di San Domenico che, mosso dalle accorate preghiere dei genitori, ammansisce il lupo facendo sì che lui stesso riporti a casa il piccino.
La storia si prestava assai bene ad una trasposizione drammatica; e Raffaele Fraticelli, con felice intuizione poetica, ha fissato le scene salienti del racconto in una vera e propria sacra rappresentazione. Ogni miracolo, si sa, è conseguente ad un profondo atto di fede; bene ha fatto dunque il Fraticelli a fondare l'intera azione sulla religiosità ingenua e istintiva della gente di paese. I protagonisti così, levano alla Divina Provvidenza un pensiero riconoscente, prima di toccare il pasto frugale; si segnano all'atto di incominciare il lavoro quotidiano; e quando infine invocano da San Domenico il miracolo della restituzione del loro bambino, lo fanno con fervida umiltà e totale fiducia.
Il miracolo allora può compiersi: un suono di campane ne diffonde la notizia per valli e vette, fino al Monte Amaro. Una storia abruzzese, antichissima per di più, non poteva che essere interpretata con il linguaggio nativo del popolo. Il dialetto, ricondotto qui alla sua più elementare struttura sintattica e centrato sulle espressioni più vicine alla semplicità del mondo contadino, consegue una trasformazione quasi magica delle scene: queste così sembrano davvero ricondurci all'aura mistica e popolare delle Laudi umbre del Trecento.

Molta è l'attesa per l'arrivo dei Lupi, l'intero paese è in fermento, tutti gli abitanti hanno seguito con attenzione ed impazienza le fasi realizzative dell'Area Faunistica. Oggi più che mai la curiosità dell'arrivo dei predatori è altissima. Intere scolaresche sono pronte per osservare gli animali essere reintrodotti in questi luoghi, la locale scuola di Educazione Ambientale Il Grande Faggio da tempo ha iniziato a studiare le possibilità di visita e diffusione del messaggio naturalistico insito nell'arrivo della coppia di Lupi.
Due giovani lupi femmina, di razza del Lupo Appenninico, arriveranno a Pretoro provenienti dal parco faunistico del Monte Amiata. Si procederà alla cattura attraverso proiettili narcotizzanti per poi porre gli animali in apposite casse studiate per il trasporto. La cattura sarà a cura dei responsabili del parco faunistico del Monte Amiata, mentre i responsabili del Parco Nazionale della Majella guidati dal Direttore Nicola Cimini, insieme al Sindaco di Pretoro Nicola D'Innocenzo, appronteranno il camion e le casse per il trasporto. Per ottenere tutte le necessarie precauzioni, gli animali verranno sorvegliati a vista da un veterinario responsabile dei controlli e successiva liberazione.

La reintroduzione dei lupi nel territorio di Pretoro rappresenta uno dei momenti cardine di una serie di iniziative che l'attuale Amministrazione Comunale sta portando avanti da circa sette anni. Fattasi carico della volontà di valorizzazione della struttura ricettivo turistica dell'area, della ricostituzione del tessuto naturalistico, del recupero degli antichi legami con la fauna e la flora Appenninica, l'Amministrazione ha attuato tutti gli strumenti in suo possesso per rilanciare un'idea. Un'idea chiara di sviluppo eco-compatibile dove l'uomo al fianco della natura può ritrovare i veri valori e crescere in armonia con il mondo.

Distinti saluti,
il Sindaco
Geom. Nicola D'Innocenzo
Pretoro (2003)