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Pagina 1 di 3 Anche quest'anno, a Pretoro come in altri paesi del circondario, si è tenuta la festa in onore di Sant'Antonio Abate con l'accensione delle "farchie". In quest'occasione si ricorda il miracolo che il santo compì a Fara Filiorum Petri durante il suo pellegrinaggio in queste terre.
La leggenda racconta che Sant'Antonio riuscì a mettere in fuga l'esercito francese, ormai alle porte del piccolo borgo chietino, incendiando dei canneti che spaventarono i nemici. I Francesi, credendo di trovarsi di fronte a cannoni pronti a sparare, si diedero alla fuga. Infatti l'aspetto delle farchie ricorda proprio un fusto di cannone cilindrico affusolato e molto alto (un cannone di grandi dimensioni).
Per saperne di più abbiamo trascorso qualche serata a Pretoro in compagnia di un gruppo di persone che si riuniscono per un periodo di una settimana, dal dieci del mese di gennaio al diciassette, giorno in cui si festeggia il ricordo del miracolo del santo. Nei primi giorni di questa settimana abbiamo assistito alle varie fasi della costruzione delle farchie. Nella contrada Ponte, il capofarchia Giuseppe Micucci coordina il lavoro di una decina di amici assieme ai quali inizia il lavoro di costruzione.
Innanzi tutto sono raccolte nel capanno le canne "allisciate" (pulite dalla loro buccia) nei giorni precedenti. Esse erano state tagliate e riposte già dal gennaio dell'anno passato. Poi le canne vengono selezionate una ad una e s'inizia a tesserne un mantello con delle corde. Questa struttura è la scorza esterna del fusto. Infatti, una volta congiunte circa un'ottantina di canne, si depongono su di esse altri fasci non selezionati con i quali si crea l'anima interna della farchia. Le persone si dispongono da una parte e dall'altra del mantello, lo stringono e lo legano assieme per ottenere un fusto cilindrico.
Le fasi successive sono molto semplici, si tratta di riempire l'interno del fusto ove si sono creati dei vuoti al fine di ottenere un cilindro perfetto. Attraverso una guida circolare in ferro si ottiene una geometria corretta e costante per tutta la lunghezza della farchia. Alla base della farchia s'inizia ad intrecciare la "torta", un legame fatto con fusti di salice rosso. Pian piano salendo verso l'alto si sostituiscono, alla guida circolare in ferro, i legami che sono annodati ogni ventisette centimetri. L'altezza totale della farchia è di otto-dodici metri, mentre il diametro va dagli ottanta ai cento centimetri.
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